Storia

Dopo la prima rappresentazione di un classico di un giovane Eduardo De Filippo Uomo e Galantuomo” effettuata nel 1984, con incredibile successo, Il Giornale d’Italia così si espresse…..un lavoro così doveva essere portato in giro per l’Italia…..ci rammarichiamo per chi non ha potuto vederlo , sapendo quanto pubblico è accorso !”

L’anno successivo nel 1985, la compagnia B&B affrontò la prima volta la rappresentazione de O’ Scarfalietto” di Edoardo Scarpetta messa in scena nei tre atti originali, utilizzando le stesse annotazioni dell’autore del 1881! Caratteristica della Compagnia, infatti, è di portare in scena le opere nella loro stesura originale senza riletture moderne, effettuate generalmente per ridurre i tempi di esecuzione ed utilizzare meno attori.

Su Il Messaggero, Carmelina Maurizio scriveva: “Hanno divertito il pubblico e sicuramente hanno divertito se stessi!…” Non potendo passare da un Eduardo all’altro senza passare per un Vincenzo Scarpetta si rappresenta nel 1987 “O’ Tuono ‘e marzo”, commedia che viene replicata in rassegna al Teatro Vittoria...

Nel 1988 “La Ribalta” (rivista napoletana) dedica la propria copertina alla Compagnia nella quale Luigi Bovio scrive “Complimenti alla compagni B&B per la bravura recitativae l’impegno artistico intrapreso …” il che , affermato da tale nome ha inorgoglito il gruppo, spingendolo ad andare avanti….

Segue nel 1989 Li neputi del lu sinneco” di Eduardo Scarpetta che  registrò presso il Teatro dei Satiri  il “tutto esauito”per diverse sere….e venne replicata una rassegna presso il Teatro Parioli di Maurizio Costanzo.

Nel 1990 fu la volta di “O curaggio de nu pompiere napulitano” di Edoardo Scarpetta. Dopo molte repliche nei vari teatri, la Compagnia, nel 1992 volle cimentarsi in una rappresentazione ibrida: “Cafè Chantant” (prosa e macchiette musicali) presso il Teatro delle MuseTempio romano” del teatro napoletano diretto da Aldo Giuffrè con il quale si instaurò un rapporto di reciproca simpatia e collaborazione, tanto che l’anno successivo , nel 1993 , la direzione inserì la Compagnia B&B nel cartellone della stagione con “Nu Ministro miezz’ e guaie” di Edorardo Scarpetta che riscosse un enorme successo anche per la particolare impostazione coreografica e scenografica….

Quell’anno si replicò con una Tournèe incredibile : presentare un paio di serate in una delle più belle località della Sardegna: Poltu Quatu, allestendo una teatrino nella piazzetta del complesso. Premo? Una settimana pagata per attori e famiglia in quella cittadina situata tra Porto Cervo e Baia Sardinia. Eravamo una vera e propria “Compagnia dell’Arte” che viaggiava con il “carrozzone” con tutte le scenografie appresso …. che si esibì anche in occasione della manifestazione romana . ESTATE AL FORO.

Nel 1994 il Teatro Centrale con la nuova gestione di R.de Baggis ci propose di allestire un nuovo lavoro . Fu la volta di Nu Pasticcio” di Edoardo Scarpetta uno dei lavori più esilaranti , ma impegnativi , sia da un punto di vista recitativo che scenografico: Quattro atti con scene differenti , e nel terzo atto la scena composta addirittura da una doppia scenografia nella quale ci sono due locali adiacenti . Si pensa che questo lavoro sia stato rappresentato integralmente solo da B&B e, sicuramente , in prima assoluta a Roma.

Il1995 fu l’anno del Teatro Flaiano, uno dei più accoglienti di Roma dove fu messo in scena a maggio “L’albergo del Silenzio” tre atti di Edoardo Scarpetta”, tratti da “L’ Hotel du Libre Echange” di Feydeau, commedia che fu replicataa grande richiesta. Nel 1996 e 1997 , infatti si replicarono alcuni successi esilaranti della Compagnia recitando di nuovo a Poltu Quatu e a S. Marinella.

Con “Nu Barone Solachianello”, ovvero il Barone calzolaio del 1877 si torna nel 1998 alla commedia dell’arte con la presenza della maschera di Pulcinella,  in un racconto dove i cafoni rifatti si incontrano con il popolino in un turbinaio di concomitanze e dove un incendio mette a prova i sentimenti.

In occasione dei 15 anni di attività della Compagnia B&B, nel 1999 si è voluto rendere omaggio ai due maggiori interpreti del teatro messo in scena.

Al Teatro Anfitrione si è riproposto “Eduardo uno e due” alludendo ai due autori Scarpetta e De Filippo, con l’esilarante atto unico di De Filippo : “SiK Sik l’artefice magico” e la “replicatissima” riduzione tratta da “O’ Scarfalietto” (Un atto in tribunale) di Scarpetta.

Nel 2013, dopo qualche anno di inattività, B&B torna in scena con O’ Scarfalietto, una commedia collaudata e gradita al grande pubblico, proprio nel Teatro che l’ha ospitata nelle ultime stagioni di attività: Il Teatro Anfitrione , tempio romano della Commedia brillante, sapientemente amministrato da Sergio Ammirata.

E come volevasi dimostrare, tra le enormi difficoltà che il teatro italiano, in generale , sopporta qui a Roma con sale semideserte,dove si presentano spettacoli di poco meno di un ora, si registra,con soddisfazione, un incredibile successo comico esilerante mato dal connubio “Baracca e Burattini”- Scarpetta.

La sala ha registrato il “Tutto Esaurito” già dalle prime serate raggiungendo quota 1.200 spettatori al temine delle 9 repliche

Nel 2014 la Compagnia Baracca e Burattini,  per celebrare il trentennale dalla sua prima rappresentazione, propone la più classica delle commedie di Eduardo Scarpetta, Miseria e Nobiltà, cimentandosi in quello che, ad avviso di molti, è lo spettacolo più conosciuto, più rappresentato e più complesso di quel genere teatrale, così amato dal pubblico di ogni età.

Magistralmente diretto da Carmelo Savignano, si presenta al suo pubblico nella formazione classica, ormai ben strutturata, con l’arricchimento di qualche nuovo e prezioso innesto, come il giovanissimo Alessandro Romano che interpreta il piccolo Peppeniello, ruolo che ha rappresentato il “battesimo del palcoscenico” per tutti i più grandi interpreti della commedia napoletana.

La scelta di Miseria e Nobiltà vuole essere un tributo della Compagnia Baracca e Burattini alla tradizione teatrale scarpettiana, ed un umile tentativo di confrontarsi con un evergreen della letteratura partenopea.

Lo spettacolo ha avuto il tutto esaurito del Teatro Anfitrione ,in sette delle nove serate con grande entusiasmo del pubblico.

 

Nel 2015 il regista Carmelo Savignano, propone  un pasticcio di commedie napoletane del grande Eduardo De Filippo , in particolare due Atti Unici tra i più comici dell’immensa produzione dell’Autore.

Jammo Tutti Carcerati (titolo di fantasia coniato dalla nostra Compagnia), riunisce i due Atti Unici che, nella loro scoppiettante comicità, hanno come elemento comune la lotta quotidiana di soggetti  che convivono con una perenne situazione di precarietà, e che – secondo la migliore tradizione partenopea – si ingegnano alla meglio per sbarcare il lunario, vivendo ai margini di una confusa  legalità, e rischiando quotidianamente di attraversare la soglia del carcere.

Il Primo Atto  è il divertente Atto Unico “Quei Figuri di Tanti Anni Fa”, che si svolge in una bisca clandestina, camuffata in un improbabile “Circolo della Caccia”, frequentato da latitanti e da gente di malaffare e gestito da Gennarino Fierro, detto “punto e virgola”, avanzo di galera coadiuvato da una mal assortita banda di truffatori. La combine si inceppa con l’arrivo di Luigino Poveretti, soggetto ingenuo e un po’ tonto, che viene ingaggiato per sostituire all’ultimo momento il “palo” addetto alla realizzazione della truffa, e che, in un susseguirsi di esilaranti trovate comiche, fallisce maldestramente ogni trucco del mestiere, agevolando l’arresto della compagnia di malavitosi.

Il  Secondo Atto propone per intero la famosa scena delle prove, inserita nella prima parte di “Uomo e Galantuomo”,  che racconta dell’unica sessione di prove teatrali per l’allestimento di uno spettacolo di una scalcinata compagnia di guitti, ingaggiata per una serie di recite in piazza nelle periferie di Napoli, e che per alterne e sfortunate vicende si trova ad utilizzare l’atrio di un Commissariato di Polizia come “sala prove”. L’intreccio tra situazioni personali e ruoli da interpretare, la precaria situazione economica del gruppo di “attori” (tipica delle “compagnie di giro” di inizio ‘800, sempre morse da una fame cronica), il gioco di malintesi tra il capocomico Gennaro De Sia ed il suo suggeritore Attilio, sono solo alcune delle chiavi comiche su cui si sviluppa la pièce, che si presta particolarmente ad essere rappresentata come Atto Unico, avulsa dal resto della Commedia da cui trae origine.

Anche in questo caso record di spettatori con ben 3 settimane di repliche.